IL PROBLEMA DEL TANGO ARGENTINO NELLA DANZA SPORTIVA

Salvatore Matto

  • IL PROBLEMA DEL TANGO ARGENTINO NELLA DANZA SPORTIVA
  • “Il tango rappresenta l’anima, la cultura, la passionalità argentina, un sentimento profondo che si esprime attraverso il linguaggio corporeo, una comunicazione silenziosa ma intensa, profonda e pervasiva fra due partners. Solo in questo senso è possibile comprendere ed apprendere l’aspetto tecnico delle singole figure, lo stile del movimento, del passo, delle movenze del corpo, della postura e, quindi, del reciproco gioco di intrecci.
    La comunicazione profonda ed intensa fra i due partners è la vera essenza del tango. Per questo motivo risulta innaturale una coreografia troppo precisa, schematica, rigidamente codificata, che poco lasci alla spontanea ed imprevedibile relazione che nasce nel momento intimo della coppia.” ( Salvatore Matto – LE DANZE ARGENTINE, Vol. I – Ed. SaMa 2008 ) .

    “Forse bisognerebbe lasciarsi trasportare dalla melodia oltre che dal fascino del partner, senza porsi troppe domande, così da farsi rapire anche solo per pochi istanti, vivendoli distaccati da tutto, nella dimensione di un abbraccio finalmente semplice, sincero, confortante e soprattutto non impegnativo.
    E’ un incontro e una sfida fra un Uomo e una Donna, che, con complicità, sensibilità e responsabilità, si accolgono e si stimolano in un percorso di coppia, in un ‘avvolgersi’ continuo di due corpi in dialogo accompagnati dalla melodia.
    ….tango intimo, che, per quanto si continui a definirlo con facilità uno dei balli più passionali e coinvolgenti, rischia spesso di essere ridotto, altrettanto facilmente ad un’asettica ‘giostra’ super ritmata di passi da esibire.
    ….Nel parlare di tango ci si ritrova sempre ad affrontare sia un aspetto filosofico-psicologico, legato al modo di percepirlo e di sentirlo, sia uno più tecnico, basato sullo stile e il tipo di tango che si vive ballando in sintonia con la propria personalità.
    L’uno probabilmente non può non essere la conseguenza dell’altro; non si può parlare di filosofie e di esperienze di tango senza esprimere e distinguere i modi in cui si abbraccia e/o si percepisce il corpo dell’altro. Né avrebbe troppo senso concentrarsi sui soli elementi tecnici con il rischio di ridurlo ad un’astratta forma da competizione sportiva, che lo trasformerebbe nella negazione stessa di una libera espressione di un sentimento, in quanto arte molto personalizzata.” ( Pietro Galioto – AVVOLGERSI IN UN TANGO – 2009 )..

    Da quanto premesso si intuisce quali siano i motivi delle difficoltà per un inserimento massivo delle danze argentine, che sono tuttavia in notevole sviluppo, nell’ambito delle competizioni della danza sportiva. Ho già affermato in precedenti contesti federali che occorre fondare una “cultura della danza sportiva” che si inserisca proprio nel contesto di quella dicotomia fra aspetto “filosofico-psicologico” ed aspetto “tecnico”. Ciò va fatto istituendo uno Stage ed un Master di danze argentine che ho entrambi programmato e richiesto agli organi federale. Inoltre conviene organizzare delle Milonghe della FIDS per portare la nostra filosofia sportiva là dove manca e vogliamo fondarla, poiché a mio avviso è possibile il connubio fra filosofia sportiva ( più tecnica e di tipo razionale-cognitivo ) e filosofia della percezione interpersonale ( più centrata sul versante affettivo-emotivo ed empatico ).

     

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